Che cos'è il GDPR?
Considerato il cambiamento più importante in materia di privacy dei dati negli ultimi due decenni, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) è un regolamento imposto dall'Unione Europea che conferisce ai cittadini un maggiore controllo sulla raccolta e l'utilizzo dei propri dati personali. Uno degli impatti più importanti è la ridefinizione di cosa siano i dati personali e del fatto che le informazioni sensibili non appartengono alle aziende, ma ai singoli individui. Viene inoltre posta particolare attenzione al modo in cui le aziende gestiscono tali informazioni sensibili e alla responsabilità che hanno nei confronti dei cittadini dell'UE. Il nucleo del GDPR può essere riassunto nei seguenti punti chiave:- Le direttive precedenti consideravano dati personali nomi, foto, informazioni di contatto, numeri di previdenza sociale e conti bancari. Il GDPR amplia tale definizione includendo indirizzi IP, dati biometrici, identificatori di dispositivi mobili e geolocalizzazione, stato economico, nonché l'identità complessiva di un individuo nel senso più ampio (psicologico, genetico, sociale e culturale);
- Sia i titolari del trattamento che i responsabili del trattamento sono responsabili delle informazioni in loro possesso;
- Richiede trasparenza nel modo in cui le aziende raccolgono e condividono i dati personali degli utenti, con particolare attenzione alla chiarezza delle politiche di raccolta dati da comunicare agli utenti;
- Fornisce agli utenti il legittimo controllo sui propri dati, in modo che possano accedere a tutti i loro record, richiederne la cancellazione o richiedere che i loro dati vengano trasferiti a un'altra azienda;
- Richiede il consenso obbligatorio degli utenti
Quali sono i diritti tutelati dal GDPR?
Il fulcro di questa normativa sono i cittadini, pertanto i diritti che intende tutelare riguardano i singoli individui, piuttosto che le imprese. L'Information Commissioner's Office del Regno Unito fornisce un'ottima guida per comprendere il significato di ciascun diritto e quali azioni possono intraprendere le organizzazioni per rispettarli. Il GDPR fa riferimento a 8 diritti:- Il diritto di essere informati
- Il diritto di accesso
- Il diritto di rettifica
- Il diritto alla cancellazione
- Il diritto di limitare il trattamento
- Il diritto alla portabilità dei dati
- Il diritto di opposizione
- Diritti relativi al processo decisionale automatizzato e alla profilazione
Perché gli editori dovrebbero preoccuparsi del GDPR?
La reazione delle aziende mediatiche è stata piuttosto eterogenea. Ci sono alcuni buoni esempi che gli esperti consigliano come ispirazione, come la sezione privacy della BBC, ma sono molti i casi in cui gli editori sembrano persi su come affrontare la conformità alla normativa, o addirittura se dovrebbero prestarvi attenzione. È importante comprendere che il GDPR si applica a livello mondiale e non si tratta solo di una questione europea. E, soprattutto, mentre molte aziende hanno deciso a malincuore di apportare alcune modifiche alla propria informativa sulla privacy per evitare sanzioni, è bene comprendere che l'interesse principale delle autorità è quello di guidare e aiutare le aziende a gestire i dati dei cittadini, piuttosto che limitarsi a costringerle ad affrontare sanzioni pecuniarie. Il motivo principale per cui ci si adegua al GDPR è la necessità di prendere sul serio la sicurezza e la privacy delle informazioni dei lettori. Rispettare i dati degli utenti aiuta a stabilire un rapporto di fiducia con loro, che ha un impatto positivo sulla differenziazione dalla concorrenza e sull'aggiunta di valore ai clienti. I principi del GDPR aiutano i marchi ad assumersi l'impegno di essere responsabili e di rendere conto dei dati degli utenti, a dare priorità alle loro esigenze e a soddisfare le aspettative e le esigenze degli utenti in materia di privacy e trasparenza.Le sfide della privacy dei dati per gli editori
Tutti i settori sono stati profondamente colpiti dall'entrata in vigore del GDPR, ma ognuno di essi ha i suoi specifici ambiti di interesse e dettagli specifici di cui occuparsi. Sebbene possa essere difficile capire da dove cominciare, il percorso verso il rispetto della privacy degli utenti può essere più semplice di quanto la maggior parte degli allarmisti del web si aspettasse. Gli editori, in particolare, possono concentrare i propri sforzi su alcune azioni specifiche:- Iniziate facendo i compiti a casa. Leggete e comprendete la normativa. Esaminare la legislazione potrebbe non essere la vostra lettura preferita, ma esistono molte risorse utili che possono aiutarvi a capire di cosa si tratta il GDPR. Il portale GDPR di Intersoft Consulting offre un'esperienza più accessibile per esaminare le diverse parti della normativa e per individuare eventuali problematiche. Inoltre, l'Information Commissioner's Office del Regno Unito ha una fantastica guida al GDPR, in cui tutte le definizioni e i principi sono chiaramente esposti.
- Verifica la tua situazione. Un altro strumento prezioso fornito dall'ICO è l' autovalutazione sulla protezione dei dati, un valido alleato per le piccole e medie imprese, che possono consultare diverse checklist e verificare la propria conformità alla normativa sulla protezione dei dati. Lo strumento fornisce guide, raccomandazioni e azioni specifiche che possono rivelarsi estremamente utili. In questa fase, è inoltre utile iniziare a documentare tutti i canali e le procedure di raccolta dati utilizzati dalla tua azienda. Questo non riguarda solo il tuo sito web, ma può includere anche le informazioni raccolte durante eventi, da partner o persino dalle vendite. Puoi anche iniziare a categorizzare i tuoi contatti nell'UE che potrebbero aver già fornito una qualche forma di consenso.
- Adotta la giusta mentalità. Non esistono scorciatoie o soluzioni rapide per evitare cambiamenti e risolvere questo problema. È fondamentale impegnarsi e tenere in considerazione l'importanza delle informazioni private dei propri lettori. Inoltre, è essenziale assicurarsi che l'approccio adottato sia personalizzato per la propria attività: evitare di basare la propria politica su quella di altri portali.
- Bloccare gli utenti UE non è la soluzione corretta. Alcuni editori, presi dal panico, hanno persino preso in considerazione l'idea di bloccare completamente i visitatori provenienti dall'Unione Europea. Questo rappresenterebbe una grave perdita di traffico e di entrate. Ad esempio, quasi il 20% dei lettori del New York Times Digital e 22 milioni di lettori del Washington Post provengono da fuori dagli Stati Uniti. Soprattutto, ricordate che rispettare le normative sulla protezione dei dati non è un vantaggio solo per gli utenti UE, ma un modo per instaurare un rapporto equo con tutti i vostri lettori, indipendentemente dalla loro provenienza.
- Presta attenzione alla personalizzazione dei contenuti. Adattare le informazioni e l'esperienza offerta in base agli interessi e alle esigenze del lettore è stato un pilastro della strategia digitale. Come possiamo quindi trovare un equilibrio tra il diritto degli utenti alla privacy dei dati e le loro aspettative di interazioni e contenuti personalizzati? La trasparenza non è negoziabile, quindi un approccio migliore potrebbe essere quello di cercare di educare gli utenti su come vengono utilizzati i loro dati e su come possono trarne vantaggio.
- Coinvolgi il tuo team nella sfida. Inizia nominando un responsabile GDPR e un team incaricato di controllare l'implementazione della tua politica sulla privacy. E spiega chiaramente che si tratta di un lavoro di squadra: sebbene il tuo team legale possa essere esperto nell'individuare gli errori cruciali da evitare, è importante ricordare che la chiarezza è uno dei pilastri della norma. La tua politica deve essere spiegata in modo semplice ai tuoi lettori. Coinvolgi il marketing, non solo perché le loro attività implicano un'ampia gestione dei dati degli utenti, ma anche perché è fondamentale comunicare chiaramente come li utilizzi.
- Sfrutta gli strumenti disponibili. Esistono nuove soluzioni che possono aiutare gli editori a semplificare il processo di gestione di tutti i cambiamenti che devono essere implementati. Esiste un'ampia offerta di piattaforme di gestione del consenso (CMP) che possono assistere gli editori nella raccolta, elaborazione e utilizzo dei dati personali. Prenditi il tempo necessario per analizzare i pro e i contro di ciascuna di esse e scegli quella più adatta alle tue esigenze.
- Pensate al lungo termine. Come accennato in precedenza, anziché conformarsi a malincuore ai requisiti minimi della normativa, è meglio adottare la giusta mentalità e comprendere l'importanza di tutelare adeguatamente le informazioni sensibili degli utenti. In quest'ottica, una buona prassi è quella di pianificare la propria politica sulla privacy a lungo termine e abituarsi a informare gli utenti di conseguenza. Riflettete sul modo migliore per comunicare e spiegare la vostra politica, tenendo presente che deve essere semplice, chiara e concisa. Questo deve essere un impegno costante, parte integrante delle pratiche aziendali. Includetelo nella vostra pianificazione.
- Sperare nel meglio, prepararsi al peggio. Tra tutti i compiti che il vostro team dovrà affrontare, assicuratevi di includere nella vostra valutazione la progettazione di un Piano di Gestione delle Violazioni dei Dati. Il GDPR impone alle organizzazioni di segnalare le violazioni entro 72 ore dalla loro scoperta. Pertanto, è opportuno prendere precauzioni e sapere quali azioni intraprendere in caso di emergenza. Ci sono alcuni aspetti da considerare durante la progettazione del piano, come ad esempio le modalità di notifica interna ai dipendenti e ai principali stakeholder, nonché come spiegare chiaramente ai clienti l'accaduto, incluse le procedure per presentare reclami e ottenere assistenza, e l'importanza della trasparenza nelle comunicazioni, come comunicati stampa e risposte sui social media.





