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    Gli editori trarranno vantaggio dalla sinergia dei dati proprietari su tutti i canali

    Tim Geenen, Amministratore Delegato, Addressability Europe, LiveRamp: Le autorità di regolamentazione stanno inasprendo le norme sulla privacy, i consumatori hanno perso fiducia nel modo in cui i marchi utilizzano i loro dati e i browser stanno bloccando proprio i dati che..
    Aggiornato il: 1 dicembre 2025
    Tim Geenen

    Creato da

    Tim Geenen

    Vahe Arabian

    Verificato da

    Vahe Arabian

    Andrew Kemp

    Modificato da

    Andrew Kemp

    Tim Geenen, amministratore delegato, Addressability Europe, LiveRamp  Le autorità di regolamentazione stanno inasprendo le norme sulla privacy, i consumatori hanno perso fiducia nel modo in cui i marchi utilizzano i loro dati e i browser stanno bloccando proprio i dati che un tempo alimentavano il marketing personalizzato e mirato.  Questi cambiamenti basati sulla privacy hanno sconvolto il panorama del marketing digitale, costringendo editori e inserzionisti a cercare modi per interagire responsabilmente con il pubblico e ripristinare la sua fiducia. La scomparsa dei cookie di terze parti, tuttavia, non segna la fine della possibilità per gli editori di collegare il proprio inventario con i dati degli operatori di marketing. Al contrario, ha effettivamente offerto agli inserzionisti l'opportunità di raggiungere e coinvolgere in modo più efficace il pubblico di riferimento, sviluppando al contempo relazioni di prima parte autenticate, tanto desiderate dagli editori. Relazioni di prima parte consentire agli editori di riprendere il controllo dei propri contenuti per ottimizzare i rendimenti e generare maggiori ricavi. Questa dovrebbe essere una buona notizia per un settore che ha visto i propri margini ridotti dalla "tassa sulla tecnologia pubblicitaria" dei fornitori di tecnologia nell'ultimo decennio. Fondamentali per il successo dell'abbandono dei cookie sono stati una maggiore trasparenza da parte degli editori e la creazione di solidi scambi di valore. In un ambiente in cui la privacy è al primo posto, le persone hanno ripreso il controllo su ciò che accade ai propri dati, scambiandoli per un'esperienza migliore o contenuti unici. Un utente potrebbe effettuare l'accesso per accedere a contenuti esclusivi, personalizzare il sito, usufruire di servizi premium o persino abbonarsi via email. Queste strategie di autenticazione sono state fondamentali per consentire agli editori di comprendere meglio il proprio pubblico. Questo, a sua volta, aggiunge un'enorme quantità di informazioni e valore per i brand e gli operatori di marketing. Mentre gli editori continuano a rafforzare i propri dati proprietari autenticati, la possibilità di raccogliere e gestire queste informazioni su più piattaforme diventa sempre più importante. I lettori si sono abituati a passare casualmente da un'app all'altra, da una piattaforma di social media a un sito web più volte al giorno. Ciò significa che non solo l'esperienza utente deve essere fluida, un aspetto su cui molti editori si concentrano già, ma che gli editori devono anche collegare in modo fluido i dati dell'audience su tutti questi punti di contatto. Tuttavia, con il panorama della privacy in continua evoluzione, fornire soluzioni application-first sicure e trasparenti che garantiscano l'indirizzabilità su più piattaforme può rivelarsi una sfida. Questo è ulteriormente complicato dalla necessità di dover operare con normative e linee guida diverse, come iOS 14.5 di Apple e Privacy Sandbox di Google, che stanno contribuendo a definire gli standard di settore per soluzioni indirizzabili multicanale e incentrate sulla privacy. 

    Strategie omnicanale

    Siamo diventati sempre più consapevoli che con l'aumento del numero di persone online e non in linea i punti di contatto con i consumatori sono aumentati vertiginosamente, gli utenti sono più..malato più che mai per andarsene da esperienze digitali che non sono prive di attriti Gli editori sanno già che il modo in cui il pubblico interagisce con i contenuti è spesso molto diverso tra dispositivi desktop e mobili e che l'esperienza utente deve essere in linea con le esigenze di ogni singolo utente. Ma devono anche garantire che questo processo sia allineato alla loro strategia di gestione dei dati proprietari. In definitiva, gli editori devono incoraggiare il loro pubblico a registrarsi e a sentirsi sicuri di condividere i propri dati.  Pertanto, gli editori devono collaborare a stretto contatto con i propri fornitori di soluzioni di identità per garantire che il loro inventario pubblicitario generi il massimo coinvolgimento possibile su tutti i canali e che i dati relativi al pubblico individuale siano il più possibile coerenti e coerenti. È inoltre importante comprendere quali tecniche siano più efficaci sulle singole piattaforme. Ad esempio, i lettori sono più propensi a iscriversi alle newsletter sui loro dispositivi mobili o a ricevere contenuti esclusivi? Per rispondere a queste domande, gli editori devono sperimentare diverse tecniche e integrare i risultati nella loro strategia omnicanale.    In definitiva, una strategia omnicanale ben pianificata non dovrebbe concentrarsi solo sui punti di forza di ogni singolo canale, ma anche sulla creazione della massima sinergia possibile tra di essi. Gli editori devono perseguire la sinergia dell'esperienza e dei dati su tutti i loro canali. Tutti i dati disponibili in ogni punto di contatto del customer journey devono essere sincronizzati e resi disponibili su tutti i canali.

    La completezza è la chiave

    Gli editori che riusciranno a creare una visione completa dei propri clienti su diversi dispositivi, nonché sui canali online e offline, saranno in grado di offrire loro una migliore esperienza utente. Nel 2022, si prevede che più persone autenticheranno i propri dati per controllare le proprie preferenze, man mano che comprenderanno più chiaramente lo scambio di valore. Infatti, Il 63% delle persone è d'accordo che la pubblicità gioca un ruolo importante nell'internet aperto. Questo crea una situazione vantaggiosa per tutti che aiuta gli editori a mantenere un rapporto diretto con lettori e spettatori. Collegare tutti questi dati è un passo fondamentale per rafforzare i rapporti degli editori con i brand e gli operatori di marketing interessati al loro inventario. Infatti, la nostra ricerca mostra che 63,4% degli inserzionisti pagherebbe di più per avere accesso ai dati di traffico autenticati. Disclaimer: I punti di vista, le opinioni e le idee espresse in questo post appartengono all'autore/agli autori e non riflettono necessariamente quelli sostenuti da State of Digital Publishing.
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